Il sistema famiglia è un vero e proprio terreno di azione, con le relative dinamiche. Andiamo a dare rilievo alla psicologia delle dinamiche familiari, le quali possono essere funzionali o disfunzionali.
UN AMBIENTE NECESSARIO
La famiglia, in ordine sistemico, può essere paragonata ad un’entità viva, che deve garantirsi la sopravvivenza: tuttavia questa necessità non implica sempre una corrispondenza con il “bene” del/dei componente/i.
Le radici che nutrono e tengono in vita il clan sono tutte le tradizioni, i comportamenti agiti e non durante le varie generazioni; tutto ciò che si è sempre fatto o considerato giusto.
Come una grande macro area, l’energia trainante, con la stessa forza di uno tsunami “spinge” verso una determinata direzione. Tutto questo porta ad una crescita, in termini di volume e componenti, i quali si adeguano alla forza trainante sposandone le modalità operative e di pensiero (in termini di giusto o sbagliato, oppure lodevole o deplorevole).
Possiamo definire funzionale un atteggiamento volto alla crescita; specialmente nelle fasi della vita i cui l’individuo necessita fisiologicamente di un supporto fisico per la sopravvivenza. E’ altresì funzionale l’educazione derivante dallo sviluppo del senso di discernimento, del concetto di limite e di solidarietà/sostegno, del dialogo e confronto tra i membri.
In altre parole a livello gruppale, le dinamiche familiari e il cordone ombelicale svolgono una funzione che garantisce la sopravvivenza.
INIZIANO I PROBLEMI
A livello individuale, invece, possono esserci due scenari: uno in cui l’individuo è congruo e coerente con i valori e la forma mentis del clan; oppure il caso in cui l’individuo cozza con tutto questo.
La disfunzionalità inizia quando l’individuo non più prepubere si conforma al clan, mentre, al suo interno, una nuova energia ed autenticità iniziano ad affiorare. Questa energia può essere esposta in due forme: quella della ribellione o quella della sottomissione.
Prendere consapevolezza delle dinamiche interiori è vitale. Il conflitto aperto o velato è uno dei primi segnali che il cordone ombelicale è attivo in opposizione, mentre un segnale di sottomissione potrebbe essere un’eccessiva preoccupazione, accondiscendenza verso i componenti familiari.
Trovo molto validi gli studi sistemici di Bert Hellinger in cui si sottolinea l’importanza che in un sistema vi deve essere ordine e che ogni componente deve occupare il giusto posto dentro, per poi poterlo occupare anche al di fuori, creando e sviluppando una vita coerente con il proprio sé.
Il cordone ombelicale è subdolo perché viene edulcorato e deviato
dalla morale e convenzioni del sistema uomo.
Nella psicologia delle dinamiche familiari, è stato ampiamente dimostrato quanto l’ambiente o campo, influenzi fortemente lo sviluppo sano dell’individuo e lo sviluppo di comportamenti autodistruttivi nonché dipendenze.
Un percorso individuale è un ottimo strumento per scardinare i meccanismi familiari non più benefici, creare ordine e potenziare gli elementi nutrienti per l’anima sostituendo quelli vecchi e parassitari.
Nicola Salvalaggio
Ricercatore e dottore in psicologia.

