cordoni ombelicali e psicologia, famigloa, psicologia transgenerazionale

Seguire o sentire: iniziare ad ascoltarsi per ri-conoscerci

CONDIZIONAMENTI E CREDENZE

I condizionamenti e le credenze, sono tutte quelle nozioni pratiche, etiche e morali, che un sistema di appartenenza ha acquisito, considera valide ed agisce. Sono quindi collegati ai piani del pensare e dell’agire. E’ importante iniziare ad ascoltarci per riconoscerci.

Il più delle volte tuttavia, è possibile riscontrare una o più incongruenze tra ciò che riceviamo come trasmissione dal sistema in cui proveniamo e ciò che è la nostra intima, profonda Verità.

Solamente ciò che è in risonanza con il personale sentire può essere sia vero che reale. Ciò che è vero sul piano della percezione, non è detto  sia  anche reale sul piano della realtà.

   Il sistema famiglia ha norme, credenze, valori, divieti, tabù che negli anni si sono strutturati, imposti, cristallizzati, per garantire la sopravvivenza del sistema stesso. Tutto questo intreccio viene trasmesso consapevolmente o meno a tutti i discendenti.

Non esiste più, ad un certo punto, un sano discernimento, in quanto il tutto viene agito quasi sempre in automatico, perlopiù “perché si è sempre fatto così”. Non ci si interroga quindi, sull’utilità reale e basata sul tempo presente, di ciò che si dice, si pensa e si fa.

I cordoni ombelicali, per crescere, come ogni forma di Vita sia visibile che sottile, hanno bisogno di nutrirsi.

Il nutrimento in questione è composto da tutto ciò che si è sempre fatto e pensato. Molte volte i figli sentono un peso legato alle norme e alle tradizioni, in quanto a livello del sentire, si percepisce un’incongruenza.

A questo punto le scelte sono due: opporsi al sistema o subirlo. Entrambe le posizioni portano ad una sconfitta, perché predispongono ad un dispendio energetico dovuto ad attaccamento o riduzione dello spazio vitale.

Il lavoro del ricercatore interiore e di chiunque voglia iniziare un percorso di individuazione, come ha insegnato Jung, consiste anche nel mettere in discussione il sistema di norme e credenze dell’ambiente di origine per trovare una propria “individualità”.

 Tutto ciò che viene esperito nella consapevolezza e libertà di scelta è sano . Non lo è, al contrario, ciò che avviene solo a livello di automatismo pensiero /azione, tralasciando il piano del sentire, o piano emotivo.

Iniziare un percorso di consapevolezza e ricerca, ha come obiettivo la piena coerenza tra pensato, sentito ed agito.

Questo significa essere disposti ad alzare la testa verso il mondo e trovare il proprio spazio, come naturale conseguenza di scelte consapevoli e congrue con il proprio sé anziché lottare ed opporsi.

Il percorso, seppur con un punto A e un punto di destinazione standard B, non è uguale per ogni essere umano, in quando deve tenere in conto della storia individuale e della famiglia, oltre di tutte le sovrastrutture che si sono create dal momento della nascita, al momento della ricerca.

    E' estremamente utile e, azzarderei, necessario, imparare a chiedersi consapevolmente, ogni volta che facciamo qualcosa che ci scuote, domande tipo:

Iniziare un’autoanalisi è importantissimo per cominciare ad interrompere certi automatismi che pilotano la nostra Vita.

Una parte del lavoro, tuttavia, va fatto con la guida di un operatore preparato, in grado di vedere da una posizione esterna, il singolo caso e/o la dinamica.

L’esistenza, acquisisce significato e senso, mano a mano che si fruttifica, ossia si matura e si agisce in coerenza con la propria unicità e il proprio cuore. 

E’ di vitale importanza riconoscere  attaccamenti,  automatismi, la morale, i divieti, tutto ciò che il sistema dei cordoni ombelicali ci trasmette come nutrimento, per verificare che sia effettivamente tale e non, come il più delle volte, un veleno che viene ingerito quotidianamente, pensando sia la normalità.

Dott. Nicola Salvalaggio

Ricercatore e Dottore in psicologia

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