Il cordone ombelicale con la madre e la sua psicologia risulta essere nettamente più complesso rispetto al cordone ombelicale paterno. Questo perché, a differenza del padre, il rapporto con la madre è indiscutibilmente contestuale al concepimento.
MOLTEPLICI SFACCETTATURE DEL RAPPORTO MATERNO
Il rapporto tra la madre e il figlio inizia dal concepimento e prosegue con una naturale inclinazione funzionale fino allo svezzamento. Il successivo periodo di vita è molto importante ma non più cruciale tanto come per la gestazione e l’allattamento. A livello pratico si potrebbe dire che dopo lo svezzamento, il divario tra il rapporto /cordone ombelicale con la madre e quello con il padre, si appiana considerevolmente fino ad equipararsi, diventando complementari.
La psicologia classica si è occupata con molteplici studi del rapporto tra madre e figlio: sono stati fatti studi e teorie durante lo scorso secolo, che hanno portato alla formulazione delle teorie di attaccamento e delle relazioni oggettuali.
Per riassumere possiamo affermare che il rapporto madre figlio coinvolge una serie di dinamiche funzionali e necessarie come:
- concepimento
- allattamento
- prima figura di riferimento ed “interprete/mediatore” del mondo
- figura che accompagna e sostiene la crescita dell’individuo.
Il detto “la mamma è sempre la mamma” trova le sue fondamenta in nei punti indicati.
L’ALTRO LATO DELLA MEDAGLIA DEL CORDONE OMBELICALE CON LA MADRE
In natura, per molte specie il ruolo genitoriale è temporaneo. Viene infatti s
volto fino a che la prole non è in grado di “navigare nel mondo in autonomia ed indipendenza”.
Nelle relazioni umane invece, complice la cultura e la società, il ruolo genitoriale viene sovente vissuto “a tempo indeterminato e cristallizzato ad un eterno bambino”.
Sono state osservate in ambito clinico, numerose nevrosi derivanti da un rapporto fagocitante con la madre ed il padre; ossia il cordone ombelicale, il pane quotidiano con cui lavoro.
Alcune caratteristiche del cordone ombelicale attivo con la madre (possono variare di molto tra uomo e donna):
- disturbi dell’alimentazione
- difficoltà nelle relazioni personali ed intime con le figure femminili
- nevrosi e disturbi di vario tipo derivanti da paragoni con la figura materna e ricerca di consenso in età adulta

Testo tratto dal libro “L’arte di amare” di Erich Fromm
“la persona matura è arrivata al punto in cui è madre e padre di se stessa. Ha, per così dire, una coscienza materna e paterna. La coscienza materna dice: “Non c’è peccato, né delitto che ti possa privare del mio amore, del desiderio che tu sia vivo e felice.” La coscienza paterna dice: “Hai sbagliato, non puoi sfuggire alle conseguenze del tuo errore e devi cambiare strada, se vuoi che io ti ami. ” La persona matura si è liberata dalle figure esteriori del padre e della madre e li ha ricreati in se stessa. In contrasto col concetto freudiano del super-ego, se li è costruiti interiormente non incorporando madre e padre, ma costruendo una coscienza materna sulle sue capacità d’amore, ed una coscienza patema sulla ragione e sul giudizio. Inoltre, la persona umana ama con entrambe le coscienze, materna e paterna, ad onta del fatto che esse sembrino contraddirsi l’una con l’altra. Se conservasse solo la coscienza paterna diventerebbe dura e disumana. Se conservasse solo quella materna perderebbe la capacità di giudizio e ostacolerebbe se stessa e altri nel loro sviluppo”.
Un percorso di ricerca interiore, in autonomia o con un supporto specifico in base al singolo caso, trova ragione d’essere riguardo al cordone ombelicale con la madre e la sua psicologia non appena il cordone ombelicale manifesta le sue disfunzioni già nella prima età adulta.
Nicola Salvalaggio
Ricercatore e dott. in Psicologia
Per approfondire: il contributo di Melanie Klein sul rapporto madre bambino in età post Freudiana
https://www.igorvitale.org/la-relazione-madre-figlio-secondo-melanie-klein/

