Ti racconto di me...
CHI SONO
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Chi sono?
Mi chiamo Nicola Salvalaggio
Mi occupo da 15 anni di ricerca interiore, crescita personale e relazioni consapevoli

Da sempre definito “la pecora nera” della famiglia, ho iniziato ad appassionarmi di relazioni interpersonali già in pre adolescenza.
Nonostante non capissi, allora, né la Vita né l’ambiente in cui mi trovavo, un forte senso di ingiustizia e di rabbia mi diedero la forza, oltre che per oppormi, per ricercare, fare esperienza e studiare.
Mi sono laureato in Lingue straniere subito dopo la maturità. Nel 2020, dopo molti anni di ricerca ho deciso di iscrivermi alla facoltà di psicologia, laureandomi in Scienze e Tecniche psicologiche e Psicologia delle organizzazioni, conseguendo il relativo titolo abilitante all’esercizio della professione.
Oltre che una passione, lo studio delle lingue rappresentava per me, un modo per aprirmi ad altre persone e mondi diversi da quelli che, allora, vivevo quotidianamente. Ho utilizzato per anni questa “cassetta degli attrezzi” per viaggiare e vivere lontano. Ora posso affermare che era una fuga necessaria, ma sempre di fuga si trattava.
Non importa infatti dove ci collochiamo nello spazio, il nostro mondo interiore ci segue sempre.
Il ripetersi di continui schemi relazionali dolorosi, insoddisfazioni personali e lavorative, assieme ad una sofferenza che mi ha portato a vivere una velata depressione, mi ha spinto a chiedere, ad un certo punto, un aiuto professionale.
Le ricerche ed i seminari a cui partecipavo, non bastavano più a contenere il dolore. Come non bastava più andare lontano. A livello mentale, conoscevo tutto quello che pensavo mi servisse, tuttavia non riuscivo nella pratica a trasformare in profondità alcuni atteggiamenti, convinzioni e REAZIONI emotive.
In quegli anni di forte radicamento, ho seguito un percorso di psicoterapia ed altre discipline. Queste esperienze mi hanno permesso anche di comprendere quante sfaccettature abitino in noi, ma soprattutto quanto siamo condizionati e viviamo una vita prevalentemente in funzione di CONDIZIONAMENTI E REAZIONE A CIO’ che gli altri si aspettano da noi (desiderabilità sociale), anziché AZIONE VERSO CIO’ CHE VOGLIAMO. Facendo così, perdiamo di vista noi stessi e la nostra unicità.
Opporsi agli altri e/o cercare di accontentarli per tutta la Vita, porta inevitabilmente alla sofferenza.

In primis, in tutto ciò vi è la famiglia di origine.
Un po’ come per gli uccelli e gli animali soggetti ad IMPRINTING, che prendono come figura di riferimento ed accudimento la prima cosa che vedono appena usciti dall’uovo, anche noi crediamo che i genitori siano coloro che ci devono, oltre che generare: amare, accudire, accogliere, sostenere, fungere da sostenimento affettivo, emotivo, economico, tracciare una linea per la nostra vita, essere simili a noi e noi a loro.
No, la realtà è ben diversa
e il simbolo del cordone ombelicale lo spiega bene. Seppur in un certo momento sia essenziale per la lo sviluppo e la nascita, il cordone ombelicale diventa mortale e soffocante quando la sua funzione smette di aver senso.
ALLO STESSO TEMPO, LE DINAMICHE RELAZIONALI CON LA FAMIGLIA DI ORIGINE ASSIEME AL CORDONE OMBELICALE CHE CI LEGA A LORO, SE NON RECISE, TRASMUTATE, DIVENTANO COME UN CORDONE OMBELICALE ATTACCATO ALL’OMBELICO ED ATTORCIGLIATO AL COLLO DI UN NEONATO. IMPEDISCONO DI RESPIRARE, IL MOVIMENTO DELLA VITA, LO SVILUPPO E L’EVOLUZIONE INDIVIDUALE.
Subire ed opporsi
Anziché vivere impegnandoci a scoprire chi siamo, i nostri talenti, sogni, ed ambizioni, permettendo così all’esistenza di collocarci nel terreno fertile per noi, molto spesso ci ritroviamo a SUBIRE le aspettative riversate dalla famiglia, oppure ad opporci con tutta la nostra forza a qualcosa che riteniamo ingiusto o separato da noi.
